Cosa significa cibo bio e quali sono i prodotti biologici?

Il mercato del biologico in Italia procede a grandi passi e sembra avere trovato spinta nel corso del 2020, sull’onda di una nuova e maggiore attenzione rivolta all’ambiente, alla salute e alla sicurezza alimentare. Ma cosa si intende precisamente per cibo bio, e come si riconosce un prodotto biologico?

Agricoltura e allevamento bio

Agricoltura biologica

L’agricoltura biologica si differenzia da quella tradizionale nella volontà di utilizzare strumenti eco-compatibili per la produzione ortofrutticola, assecondando e traendo vantaggio, dove possibile, da soluzioni naturali. Una serie precisa di scelte in questa direzione, come escludere l’utilizzo di fertilizzanti e antiparassitari di sintesi, sfruttare tecniche di rotazione e consociazione per migliorare il rendimento dei terreni, rispettare e incentivare la biodiversità, contribuiscono a limitare l’impatto ambientale e a preservare la qualità delle acque e dell’aria. L’uso di concimi organici per nutrire i terreni e l’introduzione di insetti e microrganismi ausiliari, in grado di contrastare in modo naturale il diffondersi di parassiti e insetti dannosi per le coltivazioni, fanno sì che il raccolto e quindi il prodotto finale risulti alleggerito da sostanze potenzialmente nocive. È questo, in estrema sintesi, che fa di un cibo un cibo bio.

Allevamento bio

Si può parlare di bio anche nel settore dell’allevamento, quando si sceglie di nutrire il bestiame con prodotti coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica. Un allevamento bio assicura spazio, aria e mangimi controllati. Nel caso della pesca e dell’acquacoltura biologica, precise regole garantiscono parimenti l’utilizzo di mangimi appropriati e ambienti salubri che riducono notevolmente il rischio di contaminazioni. Un allevamento bio dovrebbe rendere superfluo l’uso di antibiotici. Le carni biologiche in commercio tendono cioè ad essere anche antibiotic free. L’uso massiccio di antibiotici è del resto incompatibile con il diritto di etichettare un alimento come biologico. Se è ammesso l’utilizzo misurato e occasionale di medicinali finalizzati a preservare salute e benessere animale, restano stringenti, in ambito bio, le regole rispetto al tempo che deve intercorrere prima della messa in commercio del prodotto derivato.

I prodotti biologici

Il settore del biologico è regolamentato da una legislazione specifica, valida a livello europeo e che consente al consumatore di individuare con chiarezza i prodotti certificati.

La normativa UE si applica anche a prodotti importati da Paesi terzi e commercializzati come biologici all’interno dell’Unione. In ciascun Paese europeo un’autorità competente è incaricata di vigilare sul rispetto delle norme in materia di prodotti biologici, organizzando sotto la propria responsabilità un sistema di controllo degli operatori del settore. La rete di controlli prevede l’intervento di organismi pubblici e/o privati per periodici sopralluoghi nelle aree di produzione. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali italiano mette a disposizione a questo link l’elenco degli organismi autorizzati al controllo delle produzioni biologiche. Ogni Paese membro dell’Unione Europea è tenuto a riferire annualmente in Commissione rispetto ai risultati dei controlli effettuati e alle misure prese in caso di irregolarità.

Ottenere e poi mantenere nel tempo una certificazione bio richiede quindi il superamento di diverse verifiche, iniziali e poi a cadenza annuale, alle quali sono sottoposti agricoltori, trasformatori e commercianti, e che vanno ad aggiungersi ai requisiti standard previsti dalla legislazione sui prodotti alimentari.

Logo bio UE

Particolare attenzione è rivolta all’etichettatura. Il logo bio UE – stelle bianche a disegnare una foglia su sfondo verde – può essere applicato solo su prodotti alimentari che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici e che hanno rispettato norme rigorose dalla produzione all’immagazzinamento. A fianco del logo è riportato il codice dell’organismo di controllo e il luogo di coltivazione delle materie prime utilizzate.

Dal primo gennaio 2022 entrerà in vigore una nuova normativa UE per l’agricoltura biologica, mirata a rendere le filiere ancora più sicure e a rafforzare la fiducia dei consumatori in questo ambito. Consumatori che del resto si dimostrano di anno in anno più interessati ad acquistare bio, in un trend rapidamente intercettato dalla Grande Distribuzione Organizzata.

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Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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