Dieta pescetariana: cos’è, pro e contro

Tra i regimi dietetici che per diverse ragioni (etiche, ecologiche, salutistiche) escludono in tutto o in parte la carne, si è fatta largo negli ultimi anni la dieta pescetariana. Non si tratta propriamente di una novità ma di una scelta oggi in qualche modo più strutturata e di tendenza rispetto al passato.

Dieta pescetariana, cibi ammessi e cibi esclusi

Iniziamo dal comprendere cosa si intende per pescetariano e cosa distingue questo regime dietetico da quello vegetariano e da quello vegano.

La dieta pescetariana, a differenza della dieta vegetariana, ammette il consumo di pesce e frutti di mare (crostacei e molluschi) pur continuando ad escludere categoricamente qualsiasi altro tipo di carne animale, bianca o rossa. Sono inoltre ammessi tutti i derivati animali normalmente esclusi da una dieta vegana, come uova, latte, miele.

Si tratta quindi, in buona sostanza, di una dieta meno restrittiva di quella vegetariana, poiché include nel menù il pescato, e molto differente da quella vegana, che spinge invece all’estremo la scelta vegetariana e rifiuta l’utilizzo di qualsiasi derivato animale non solo in campo alimentare.

I motivi che animano una svolta pescetariana sono vari. In buona parte dei casi, seguendo il principio etico ed ecologico che porta in prima battuta a rifiutare l’allevamento intensivo di suini, ovini, bovini ed equini, nella dieta pescetariana si privilegiano filiere corte e prodotti certificati da pesca sostenibile, trovando così una propria dimensione rispetto a delle tematiche sicuramente degne di attenzione.

Dieta pescetariana, cibi ammessi e cibi esclusi

Spesso una dieta pescetariana rappresenta solo il primo passo verso una dieta vegetariana, una strategia per rendere più graduale il percorso. In modo speculare non è raro che diventi una soluzione di compromesso nel caso la dieta vegetariana già intrapresa si dimostri troppo impegnativa da sostenere nel lungo periodo.

In altri casi la scelta riguarda più semplicemente la volontà o la necessità di escludere dalla dieta le carni più ricche di grassi e colesterolo e optare invece per un alimento, il pesce, in media meno calorico e fonte di grassi essenziali. Dal punto di vista nutrizionale, come in tutte le diete di esclusione, esistono variabili da non trascurare e che si possono far rientrare in un discorso più ampio rispetto ai possibili vantaggi e alle criticità di una dieta pescetariana.

Dieta pescetariana, pro e contro

Proviamo quindi a fare il punto. Per quanto detto fin qui, una dieta pescetariana è innanzitutto più semplice da seguire rispetto a una dieta vegetariana e ancor più rispetto a una vegana. Consente, con le dovute differenze, di fare la propria parte rispetto a temi ambientali ed etici di notevole importanza. Aggira il rischio di carenze, in particolare di vitamina B12, tipica soprattutto delle diete vegane, e rispetto a una dieta vegetariana consente di mantenere alta la quota di proteine animali ingerite. Quasi immancabili nelle diete ipocaloriche e proteiche, pesce e frutti di mare sono spesso indicati dai nutrizionisti come scelta salutare per la ricchezza di Omega 3, la leggerezza e la digeribilità mediamente più alta rispetto alla carne.

Dieta pescetariana e Omega 3

Essere pescetariano richiede quindi decisamente uno sforzo minore per mettere a punto un menù settimanale equilibrato, vario e completo. Può dimostrarsi oltremodo utile nei casi in cui il rischio di carenze è più problematico e si rende quindi necessario interrompere almeno temporaneamente diete troppo selettive, ad esempio in gravidanza.

Venendo ai possibili contro di una dieta pescetariana, questi potrebbero riguardare principalmente l’eventualità di ripiegare, causa prezzi non propriamente economici, su prodotti di scarsa qualità e più soggetti a contaminazioni, la più temuta quella da metilmercurio.

Dieta pescetariana, pesce di stagione

È comunque più probabile incorrere in acquisti sbagliati se non si fa troppo caso alla provenienza del pesce e alle certificazioni in etichetta, caso piuttosto raro se si è fatta una scelta ragionata dal punto di vista ambientale. Può essere utile in questo senso impegnarsi ad acquistare pesce di stagione e limitare ad ogni modo gli eccessi, come del resto è consigliabile per qualsiasi alimento.

Va a questo proposito anche segnalato che alcuni frutti di mare, in primis crostacei ma anche cozze e vongole, contengono alte percentuali di colesterolo e di sodio e richiedono di conseguenza moderazione nel consumo.

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Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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