Karkadè: proprietà, benefici e controindicazioni

Conosciuto anche semplicemente come tè di ibisco, il karkadè è un infuso rosso intenso che si consuma sia caldo che freddo, a seconda dei gusti e delle stagioni, e presenta interessanti proprietà unite a un sapore acidulo molto gradevole.

L’Hibiscus sabdariffa è noto in fitoterapia come fonte di polifenoli, dall’azione antiossidante, e di vitamina C a sostegno del sistema immunitario. Sono solo alcune delle eccellenti virtù dei suoi fiori in infuso. Il karkadè contiene anche fitosteroli, utili per contrastare il colesterolo, e mucillagini, che svolgono una funzione stimolante sull’intestino. È noto per avere un’azione lenitiva e antisettica per le vie urinarie, ed è per questo indicato per prevenire e alleviare i disturbi collegati alla cistite. Privo di caffeina, l’infuso di karkadè è adatto a qualsiasi momento della giornata. Contiene acido citrico, acido tartarico e acido malico (il sapore non inganna da questo punto di vista).

Tazza di karkadè

Al karkadè sono riconosciute proprietà digestive, diuretiche e depurative, ed è da considerarsi particolarmente adatto alle diete mirate a contrastare pesantezza e gonfiore. Si è rivelato utile, nelle giuste quantità, nel regolare la pressione alta. Contiene antociani e come la frutta e la verdura di colore rosso e blu, ricche di questi preziosi elementi, è un alleato del microcircolo. Usato regolarmente può contribuire a prevenire la fragilità capillare.

Non sono note particolari controindicazioni al consumo di karkadè. La presenza di tannini nell’infuso richiede attenzione, per evitare fenomeni di cattiva digestione e malassorbimento di altri nutrienti, ma non è un aspetto problematico se si evitano, come per qualunque altro alimento o bevanda, gli eccessi. Per il suo effetto ipotensivo, è consigliato non eccedere con il karkadè soprattutto in caso di pressione bassa.

Le proprietà lenitive del karkadè lo rendono adatto anche a realizzare un piccolo rimedio casalingo per la pelle leggermente arrossata o infiammata. In questo caso si utilizza l’infuso, concentrato in poca acqua, per intingervi dei dischetti di cotone o di garza, da passare poi delicatamente sulla pelle.

Come si prepara il karkadè

Il karkadè si prepara a partire dai petali essiccati di Hibiscus sabdariffa — una specie differente, meglio specificarlo, dall’ibisco ornamentale più conosciuto e diffuso in Italia, l’Hibiscus syriacus — lasciati in infusione qualche minuto in acqua bollente per poi filtrare il risultato. L’alternativa più pratica è acquistare delle bustine di infuso, molto facili da trovare anche nella grande distribuzione, e utilizzarle come per qualsiasi altra tisana o confezionato.

Karkadè: fiori di ibisco essiccati

Può essere bevuto al naturale, si deve però apprezzare il gusto spiccatamente acidulo che lo contraddistingue, o renderlo più dolce con l’aggiunta di miele o zucchero grezzo di canna. Particolarmente dissetante, il karkadè è anche un’ottima bevanda estiva. È sufficiente lasciarlo raffreddare e servirlo con abbondante ghiaccio e limone a fette.

Origini e diffusione

Il karkadè è una bevanda molto popolare in Egitto e in Africa Nordorientale, conosciuta e utilizzata in tutto il mondo. I fiori di ibisco sono a volte miscelati a malva e altri fiori della stessa famiglia (le Malvaceae), ma anche alla rosa canina, a formare un bouquet particolarmente aromatico. A seconda delle zone e delle tradizioni, al karkadè si possono trovare abbinate anche varie spezie, come zenzero, cannella e noce moscata. Esiste anche una varietà alternativa di karkadè, leggermente più amara, diffusa in Sudan e meno nota altrove, ricavata dai fiori di ibisco bianchi.

Da non confondere con…

… Il tè rosso africano, o rooibos, che a sua volta è chiamato tè impropriamente, perché ricavato da una pianta diversa dalla Camellia Sinensis. Anche se condividono il colore e alcune proprietà, come il buon contenuto di antiossidanti e l’assenza di caffeina, il rooibos, a differenza del karkadè, si ricava dalle foglie di un arbusto sudafricano, l’Aspalathus linearis, della famiglia delle leguminose.

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Daniela Dall'Alba

Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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