Mandarini, mandaranci, clementine, qual è la differenza?

Ci aiutano a fare rifornimento di vitamina C per tutto l’inverno e difficilmente mancano sulle tavole delle feste. Mandarini, mandaranci e clementine sono molto amati anche per le piccole dimensioni e la facilità di consumo. Ma qual è la differenza tra i tre?

Si può dire che tutto inizi con i mandarini, che insieme a cedri e pomeli hanno dato origine, per incroci e innesti, agli altri tipi di agrumi che siamo soliti utilizzare in cucina. Da mandarino e pomelo è nato l’arancio, mentre il successivo incrocio tra arancio e mandarino è all’origine del mandarancio. La clementina non è che una varietà di mandarancio, che si è imposta per le sue ottime qualità e per la quasi totale assenza dei semi. La clementina si differenzia anche per la buccia più morbida e sottile se confrontata a quella di mandarini e mandaranci comuni.

A questa prima sintetica distinzione si aggiungono altre caratteristiche proprie a ciascuna tipologia di frutto.

Mandarini

Mandarini

Antico frutto originario della Cina, il mandarino (Citrus reticulata) si differenzia da altri agrumi per la facilità con la quale è possibile sbucciarlo e dividerlo in spicchi. Ricchissimo di acqua e sali minerali, in particolare potassio, è un’ottima fonte di vitamina C. La scorza risulta mediamente spessa e la forma del frutto tende ad essere leggermente schiacciata. La polpa del mandarino comune contiene in genere una buona quantità di semi. Si tratta di un frutto zuccherino, con note aspre più o meno accentuate. Per ciò che riguarda il sapore molto dipende comunque dalle varietà selezionate. Una varietà di mandarino coltivata in Italia e particolarmente dolce e succosa è la Avana, disponibile anche in versione apirena (senza semi).

Alla voce mandarino cinese corrisponde un altro agrume, piccolo e acidulo al gusto, originario della Cina e molto diffuso anche in Giappone: il kumquat. A differenza del mandarino il kumquat ha la buccia molto sottile ed edibile.

Mandaranci

Mandaranci

Il mandarancio è generalmente apprezzato perché somma le qualità di mandarino e arancia in un unico frutto. Più piccolo e pratico rispetto alle arance, le ricorda nel gusto. La quantità di semi dipende dalle scelte in fase di coltivazione e dalle diverse varietà. In genere sono presenti ma non difficili da eliminare. La percentuale di zuccheri all’interno della polpa è di poco superiore a quella delle arance, mentre decisamente ridotta se confrontata a quella dei mandarini. Ottimo l’apporto di vitamina C e fibre. Sono mandaranci sia i tangerini, caratterizzati da una buccia sottile e da una polpa succosa, che i frutti noti in Italia come clementine.

Clementine

Clementine

Si pensa che all’origine delle clementine ci sia una scoperta casuale da parte di un frate algerino, Clément Rodier, che a inizio Novecento avrebbe osservato per primo questo ibrido di mandarino e arancio apprezzandone il gusto e le caratteristiche organolettiche. Le clementine tendono ad essere completamente senza semi e hanno un contenuto di vitamina C superiore anche alle stesse arance, da sempre indicate come fonte di elezione di questo importante elemento. Le clementine sono ricercate anche perché molto succose e ben equilibrate nel gusto, né troppo dolci, né troppo aspre. Il tenore zuccherino è moderato. Mature tra novembre e gennaio, la forma tonda e non schiacciata aiuta a distinguerle dai mandarini, essendo per il resto piuttosto simili per aspetto e dimensioni. Si sbucciano e dividono in spicchi molto facilmente.

Un’importante produzione di clementine si ha nel Nordafrica e in Spagna. In Italia la coltivazione delle clementine si concentra nelle regioni del Sud, in particolare in Calabria, in Sicilia e in Puglia. Da segnalare a questo proposito due prodotti IGP, le clementine di Calabria e le clementine del Golfo di Taranto.

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Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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