Packaging sostenibile: la pandemia non frena le scelte ecologiche

Meno sprechi e meno prodotti inquinanti: per circa un terzo delle famiglie italiane scegliere soluzioni più ecologiche resta una priorità, così come evitare quando possibile gli imballaggi in plastica, anche durante la pandemia. È quanto emerge dall’indagine 2020 #WhoCaresWhoDoes, condotta da GfK per fare il punto sul tema della sostenibilità e sull’attenzione all’ambiente da parte dei consumatori.

In Europa il 35% delle famiglie dichiara di avere cambiato le proprie abitudini in funzione di una maggiore sostenibilità, cessando l’acquisto di prodotti e servizi evidentemente dannosi per l’ambiente. L’Italia sembra risultare perfettamente in linea con questa percentuale, con il 36% degli intervistati orientati verso opzioni d’acquisto meno inquinanti. Anche rispetto al rifiuto degli imballaggi in plastica in Italia si raggiunge quota 30% del campione dell’indagine. Si cercano insomma alternative, possibilmente biodegradabili, premiando le aziende che si preoccupano di fornirle. Secondo i dati forniti da GfK, il 62% degli italiani è interessato ad acquistare da aziende che dimostrino attenzione all’ambiente, privilegiandole rispetto alla concorrenza quando possibile.

È interessante e decisamente incoraggiante notare come siano soprattutto i giovani a influenzare questo trend ecologico. Tra il 2019 e il 2020, prima sull’onda delle iniziative Friday for Future e poi nel pieno della pandemia, sono stati i ragazzi a spingere le famiglie a rinunciare a scelte scorrette dal punto di vista ambientale e a puntare invece sulle alternative più sostenibili, surclassando nettamente gli input forniti dai media e dalla politica.

È importante inoltre sottolineare come i consumatori risultino sempre più coscienti del loro ruolo in tema di impatto ambientale, e in particolare di quanto scelte precise in questo senso possano influenzare e far passare all’azione i produttori di beni e servizi, ritenuti del resto i principali attori di un possibile cambiamento, più ancora dei governi. Cresce la percentuale di consumatori definiti Eco Active, che si sentono seriamente investiti del compito di indirizzare gli acquisti, e quindi la produzione di beni, in ottica green.

Un trend che le aziende difficilmente possono ignorare, a partire dalla Grande Distribuzione Organizzata, che in effetti sembra avere raccolto la sfida promuovendo cambi di rotta in diversi settori, con un’attenzione particolare agli imballaggi in plastica e al tema del riciclo, portando avanti progetti e investimenti in questa direzione, anche nel rispetto degli obiettivi comunitari in materia.

Si inseriscono in quest’ambito le iniziative concrete di Coop, Esselunga, Lidl, Pam Panorama e Carrefour, delle quali abbiamo avuto occasione di parlare più volte nel dettaglio, in merito alla necessità di ridurre l’utilizzo della plastica e incentivarne il riciclo e il recupero. Un tema, quello del rapporto tra sostenibilità ambientale e GDO, che non si riduce alla scelta dei materiali di imballaggio e alle questioni sollevate dall’usa e getta, ma tocca anche altri temi sensibili come il benessere animale (ad esempio nelle campagne in difesa del pulcino maschio o delle api promosse rispettivamente da Coop e Carrefour), la guerra ai pesticidi, la salvaguardia delle foreste e della biodiversità.

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Daniela Dall'Alba

Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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