La spesa ai tempi del Coronavirus, un primo bilancio

Gli effetti dell’allarme Coronavirus non hanno tardato a farsi sentire nel settore della Grande Distribuzione Organizzata e definire anomala la settimana appena trascorsa è forse riduttivo. Ma lasciando da parte per un momento le immagini, ormai note, dei supermercati del Nord Italia presi d’assalto a partire da domenica 23, facciamo il punto su come è evoluta e come è stata gestita la situazione.

Il 24 febbraio un comunicato ufficiale di Esselunga già dava rassicurazioni sul fatto che, nonostante il picco di affluenza e l’incremento rapido e improvviso della domanda, raddoppiata rispetto ai dati abituali, i magazzini avrebbero consentito un rapido rifornimento e la continuità del servizio. Questo anche grazie a un piano straordinario messo in atto dall’azienda, con l’intervento di 150 persone impiegate in sede e intervenute in supporto ai colleghi dei punti vendita e la chiusura delle profumerie EsserBella per far sì che i dipendenti potessero partecipare come supporto al rifornimento degli scaffali in negozio. Allo stesso tempo, nel rispetto delle indicazioni regionali, si è provveduto a sospendere le attività collaterali alla vendita (eventi, degustazioni, spazio bimbi) e in Lombardia i Bar Atlantic della catena sono rimasti chiusi a partire dalle 18.

Una situazione simile a quella di Coop, altra insegna fortemente coinvolta dall’allarme diffusosi nelle zone ritenute più a rischio contagio, e dove le vendite hanno visto impennate fino al +50%, secondo quanto riportato in comunicato stampa il 24 febbraio. Anche in questo caso il rifornimento delle merci è stato garantito da un lavoro a pieno ritmo dei magazzini e si è provveduto a rispettare le misure di prevenzione indicate a livello regionale e ministeriale.

Negli stessi giorni, mentre si lavora per una normalizzazione del servizio, si assiste anche a un deciso aumento della richiesta di consegne a domicilio, soluzione indubbiamente valida per evitare la ressa e contribuire a limitare situazioni di affollamento nei punti vendita. Supermercato24 tra il 21 e il 26 di febbraio ha registrato un notevole incremento percentuale degli ordini consegnati rispetto allo stesso giorno della settimana precedente. Lunedì 24 febbraio si era già a +28% rispetto a lunedì 17, e martedì 25 ha segnato un +42% su martedì 18. Decisamente positivo anche il trend delle nuove registrazioni al servizio. Sempre confrontando i dati su base settimanale, domenica 23 si raggiungeva un +376% sulla domenica precedente, lunedì 24 un +208% su lunedì 17.

Chiudiamo la nostra panoramica con qualche dato sulla tipologia di prodotti più richiesta tra il 23 e il 25 di febbraio, i giorni più caldi sul fronte delle vendite. Dagli ordini effettuati attraverso Supermercato24 trova conferma e risulta evidente la prevedibile corsa all’acquisto di prodotti disinfettanti, scatolame, pasta e farina. Domenica 23 febbraio sono stati ordinati prodotti della categoria disinfettanti e siringhe in quantità 23 volte superiore alla media giornaliera fino ad ora registrata nel 2020, è aumentata di 13 volte la richiesta di alcool, di quasi 10 volte quella di carne in scatola.

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Daniela Dall'Alba

Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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