Tè matcha: proprietà, benefici e controindicazioni

Annoverabile tra le varietà più diffuse e rinomate di tè, il tè matcha si distingue per il suo gusto particolare, per le numerose virtù benefiche e per l’antico rituale che lo accompagna.

Come e più degli altri tè verdi, il matcha è una riserva di antiossidanti oltre che una fonte di polifenoli, vitamine del gruppo B e minerali. Il colore intenso è offerto dall’alta concentrazione di clorofilla. Da qui la fama di elisir di giovinezza, ottimo per contrastare i radicali liberi, con in più un effetto drenante, disintossicante e antinfiammatorio.

Il tè matcha risulta molto utile anche contro la sonnolenza e per aumentare la concentrazione nello studio e sul lavoro, per effetto delle alte percentuali di caffeina contenute. Per la stessa ragione si consiglia di non eccedere nel consumo per evitare spiacevoli effetti collaterali. Indicato spesso come elemento di sostegno alle diete dimagranti, se si evita ovviamente di zuccherarlo, fornisce tono ed energia con un apporto calorico del tutto irrilevante.

Il successo del tè matcha tra le bevande più utili per restare in salute è dovuto in parte all’alta concentrazione di nutrienti assicurata dalla riduzione in polvere delle foglie essiccate.

In effetti la prima differenza che salta all’occhio, rispetto alla maggior parte dei tè diffusi anche in Occidente, è che aprendo una confezione di matcha non ci troviamo di fronte alle classiche foglie, ma a una polvere verde brillante molto fine, da sciogliere in acqua con una precisa tecnica e che, a parità di peso, moltiplica gli effetti positivi dei già notoriamente salutari tè verdi. Letteralmente si potrebbe tradurre tè matcha con tè sfregato. La sua colorazione accesa, sinonimo di qualità, è garantita da un trattamento al vapore delle foglie molto rapido che ne preserva caratteristiche e proprietà. Segue l’essiccazione e la lenta macinazione.

Tè matcha in polvere

Al momento dell’acquisto del tè matcha risulta particolarmente importante assicurarsi della qualità del prodotto e della filiera, privilegiando il biologico. È inoltre bene avere cura di conservarlo sempre al riparo dalla luce in un luogo fresco e asciutto. Quanto alla provenienza, una delle varietà giapponesi più pregiate è quella della zona di Nishio.

Pur essendo da sempre, e giustamente, associato alla tradizione giapponese, il tè matcha ha antiche origini cinesi ed è arrivato in Giappone esportato da monaci buddisti. È protagonista della tradizionale cerimonia del tè (Cha No Yu), all’interno della quale si distingue il koicha, ossia il tè denso ricavato dalle foglie più giovani delle piante più vecchie dell’area di coltivazione, dall’usucha, il tè leggero che è al contrario ricavato dalle foglie più vecchie delle piante più giovani.

Preparazione del tè matcha con la frusta in bambù

Per preparare un buon tè matcha è bene procurarsi l’apposita frusta in bambù (chasen) con la quale mescolare in acqua calda la polvere di tè fino a scioglierla e ottenere una leggera schiuma bianca sulla superficie della bevanda. Il procedimento è piuttosto semplice. Dosata la polvere in una tazza sufficientemente capiente e preferibilmente calda e asciutta, si aggiunge l’acqua a una temperatura di circa 80° per poi mescolare energicamente. Nel mescolare è consigliato procedere con movimenti regolari a formare una sorta di M. Ottenuta la schiuma il matcha è pronto da bere.

Al palato il tè matcha risulta erbaceo e piuttosto amarognolo, ma molto dipende dalle dosi di polvere e acqua utilizzate. La densità della bevanda può variare in base alle preferenze e alle tradizioni. Per dosare il matcha l’ideale sarebbe procurarsi anche il lungo e sottile cucchiaino in bambù (chashaku) pensato allo scopo.

Tè matcha con latte e pasticcini

Seguendo la tradizione, il tè matcha andrebbe consumato appena pronto, al naturale e senza aggiunte. È usanza accompagnarlo a piccola pasticceria per contrastare la componente più amara. Non è raro però trovarlo miscelato a latte e zucchero e servito anche come bevanda estiva, con l’aggiunta di ghiaccio. È molto utilizzato inoltre per colorare e aromatizzare gelati e frappé oltre che come ingrediente di ricette giapponesi dolci o salate.

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Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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