Tipi di pomodoro, tutte le varietà diffuse in Italia

Re delle verdure estive e perfetto tutto l’anno in salsa o sott’olio, il pomodoro ha un ruolo da protagonista nella dieta mediterranea e nelle ricette della tradizione italiana. Quante varietà di pomodoro esistono nel mondo? Centinaia. E anche stringendo il campo alle varietà di pomodori coltivati in Italia la scelta decisamente non manca.

Tipi di pomodoro in Italia

Tutti i tipi di pomodoro possono essere raggruppati, per semplicità, in tre categorie: pomodorini a grappolo, pomodori insalatari e pomodori da salsa. Si noti che all’interno di ogni categoria esistono numerose varianti, sottogruppi e specialità locali, e quello che proponiamo non è evidentemente l’unico criterio di suddivisione possibile (altre classificazioni fanno ad esempio più specificamente riferimento a forma, colore e dimensioni del frutto).

Pomodorini a grappolo

Pomodorini a grappolo
  • Pomodoro ciliegino: di un bel rosso vivace, piccolo e tondo, il ciliegino è una varietà di pomodoro tra le più conosciute e apprezzate. Leggermente acidulo e succoso, si adatta a molti usi: primi piatti caldi e freddi, contorni al forno e in padella, ma anche antipasti e finger food. Nel gruppo dei ciliegini troviamo anche un rinomato pomodoro Pachino IGP. Un ciliegino degno di nota è anche il Verneteca Sannita, presidio Slow Food campano, giallo oro all’esterno, rosato all’interno. Si conserva tradizionalmente legato e appeso in grappoli fino all’inverno ed è chiamato per questo anche vernino.
  • Pomodoro datterino: differente dal ciliegino per la forma più allungata e per una nota dolce più spiccata, il datterino è un pomodoro di piccole dimensioni, molto versatile, adatto a preparare sughi veloci oltre che da affettare per una classica bruschetta con olio d’oliva e origano. Ne esistono varianti arancioni e gialle, ideali per comporre piatti estivi allegri e invitanti.
  • Pomodoro pizzutello: allungati e appuntiti, i pizzutelli sono tipici della zona del Vesuvio, ma si producono anche in Calabria, Lazio e Sicilia. Una variante piuttosto conosciuta di pomodoro vesuviano è il pomodoro Piccadilly, adatto a sughi e condimenti veloci.
  • Pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP: coltivato sulle pendici del Vesuvio, questo pomodorino dalla polpa soda, rosso vivo, appuntito e dolce, si conserva tradizionalmente con la tecnica del piennolo (pendolo): in grandi grappoli legati con filo di canapa e appesi dopo la raccolta estiva per essere conservati in inverno. Dal 2009 il pomodorino del piennolo del Vesuvio è riconosciuto come prodotto DOP. Ottimo per sughi, contorni, bruschette, crudo o saltato in padella con aglio.
  • Pomodoro Regina di Torre Canne: il nome deriva dalla forma a coroncina assunta dal suo peduncolo quando cresce. Tondo e saporito, dalla buccia spessa e resistente, si conserva diversi mesi dopo la raccolta, legato e appeso in modo simile al piennolo del Vesuvio, ma secondo la variante pugliese della tecnica, chiamata ramasola, usando filo di cotone. Ottimo in varie vesti, perfetto da essiccare e conservare sott’olio.
  • Pomodorino di Manduria: rosso intenso, buccia liscia e sottile, ovale leggermente appuntito, buono in ogni ricetta, squisito sulle friselle, il pomodorino di Manduria, nel nord del Salento, è Presidio Slow Food dal 2018.

Pomodori insalatari

Pomodori insalatari
  • Pomodoro costoluto: è il più classico tra i pomodori da tavola. Sodo, consistente e profumato, la sua superficie è spiccatamente e regolarmente ondulata. La variante fiorentina è l’ingrediente base della tipica pappa al pomodoro. Ottimo fresco in insalata e grigliato.
  • Pomodoro Cuore di Bue: inconfondibile per peso e dimensioni, il pomodoro Cuore di Bue si fa notare anche per il sapore e la compattezza della sua polpa. È la scelta ideale per le insalate estive. Tra le varianti italiane più rinomate: il pomodoro di Albenga e l’enorme pomodoro calabro di Belmonte, che può raggiungere 1,5 chilogrammi di peso.
  • Pomodoro Camone di Sardegna: sodo e corposo, dal colore rosso scuro tipicamente sfumato, il Camone di Sardegna è un pomodoro tondo di medie dimensioni, che si distingue per il complesso equilibrio tra dolcezza, sapidità e acidità.
  • Pomodoro giallorosso di Crispiano: pomodoro tarantino dal colore caratteristico, tondeggiante e dalla buccia spessa che lo rende adatto ad essere conservato a lungo. Acidulo e lievemente erbaceo, è indicato per insalate, panini, bruschette e capresi.
  • Pomodoro Canestrino di Lucca: rosso e striato di verde, compatto, la sua superficie ondulata crea una particolare forma irregolare a canestro, che lo differenzia dai costoluti. Il Canestrino di Lucca ha una buccia sottile, pochi semi e un buon sapore dolce. È ottimo crudo ma anche in passata.

Pomodori da salsa e da conserve

Pomodori da salsa e da conserve
  • Pomodoro Re Umberto: chiamato anche Fiascone, è il pomodoro tipico della costiera amalfitana e in particolare della località di Tramonti, perfetto per le conserve domestiche e storicamente utilizzato per la salsa della pizza. Coltivazione antica, dal suo incrocio con un’altra varietà è nato il San Marzano.
  • Pomodoro San Marzano DOP: il pomodoro di San Marzano dell’agro sarnese-nocerino DOP è il pomodoro da salsa e da pelati per eccellenza, unico per aroma, gusto, sottigliezza della buccia e resa della polpa. Noto e apprezzato in tutto il mondo, è, neanche a dirlo, perfetto sulla pizza e per preparare il ragù napoletano. Lo si riconosce a vista, tra le altre cose, per la presenza del pizzo (termina a punta). Rosso vivo, la forma è allungata e le dimensioni raggiungono circa 6-8 centimetri.
  • Pomodoro Roma: frutti di medie dimensioni, forma ovale arrotondata, buccia sottile, il pomodoro Roma è ottimo per salse, pelati e conserve casalinghe oltre che per la produzione di pomodori essiccati.

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Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Everli da febbraio 2019.

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